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greta thunbergOggi a scuola abbiamo parlato di una ragazza molto importante e famosa che, pur avendo la sindrome di Asperger, ha avuto il coraggio di parlare del cambiamento climatico davanti a molte persone tra cui politici. 

Questa ragazza è Greta Thunberg, svedese, figlia della cantante Malena Ernman e dell’attore svedese Thunberg. Il 14 marzo dell’anno 2019 è stata proposta come candidata per il Premio Nobel per la pace e nella stessa giornata Mondadori ha fatto sapere che nel mese di maggio, sempre dell’anno 2019, in Italia verrà pubblicato il libro “La mia casa è in fiamme”, scritto da Greta e la sua famiglia. Greta è nota per le sue manifestazioni nel rispetto delle regole,  tenute davanti al Riksdag (Parlamento) a Stoccolma, in Svezia, con lo slogan “Sciopero della scuola per il clima”. “Venerdì per il futuro” è un’idea nata in seguito alla protesta iniziata da Greta Thunberg il 20 Agosto del 2018, quando la ragazza decide di non presentarsi più a scuola fino al giorno delle elezioni politiche, il 9 Settembre del 2018. Dopo le elezioni politiche, Greta Thunberg torna a scuola ma continua il suo sciopero, assentandosi il venerdì per proseguire la sua protesta davanti al Parlamento. Da qui questa manifestazione prende il nome di “Venerdì per il futuro”.

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cyberIl mondo dell’Interconnected Network, comunemente chiamato Internet, è tutto da scoprire, tanto arcano quanto utile ed interessante. E’ come un’enorme ragnatela digitale che mantiene le varie parti del mondo connesse tra loro, sempre e comunque in comunicazione, come richiedeva il suo primo utilizzo, per scopi militari.

Internet è sicuramente un’enorme risorsa dal potenziale illimitato, ma anche un’arma a doppio taglio per le numerose insidie che presenta. Ai nostri giorni, in cui questa piattaforma è onnipresente nella quotidianità, è essenziale sapere come utilizzarla correttamente. Ne deriva l’importanza della “regola delle 3 C”. Occorrono   Competenza, Conoscenza e Consapevolezza per un uso sicuro e responsabile del web e delle tecnologie, soprattutto da parte dei ragazzi, dato che l’utilizzo delle moderne tecnologie è come un percorso ad ostacoli, pieno di pericoli Spesso noi ragazzi ci sentiamo leoni da tastiera, percepiamo il web come un luogo privo di regole dove qualunque cosa è permessa o dove ci si può sfogare grazie ad un presunto anonimato. In realtà ogni dato immesso in rete è sempre accessibile, non viene mai cancellato e può essere utilizzato da terzi in modo improprio o acquisito dalle autorità di polizia postale in seguito a segnalazioni di comportamenti scorretti.

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iqbalSono qui con la mia dolce famiglia, tutti riuniti, tutti insieme. La nostra è una famiglia povera e gli ostacoli che affrontiamo ogni giorno ci riducono il cuore in 1000 pezzi, però quando la sera ci sediamo e ci guardiamo l’un l’altro ricomponiamo i pezzi del nostro cuore formandone uno ancora più grande che ci regala il sorriso giusto per affrontare questa vita dura e difficile. Questa sera però papà non ha il sorriso sul volto, è triste e quando una lacrima gli riga il viso io mi alzo, lo raggiungo e lo abbraccio perché anche i pezzi del suo cuore si devono unire al nostro! Ci manca un pezzo, noi abbiamo bisogno di lui!

Mi regala un sorriso forzato e dopo ciò dice:” Bambini, la nostra famiglia ha bisogno di aiuto! Tra i singhiozzi vi devo chiedere chi di voi se la sente di andare a lavorare e salutare la nostra famiglia…”. Nessuno dei miei fratelli alza la mano, cosi lo faccio io, se mio padre non piangerà più io lo farò! In fondo starò via pochi giorni e poi li potrò riabbracciare.

Questa mattina mi sono svegliato presto ma già il caldo ha invaso l’aria del quartiere in cui vivo… non pensavo che potesse salirmi quest’ansia, non pensavo potesse prendere il controllo del mio cuore! Ho solo il tempo di salutare la mia famiglia perché è già arrivato l’uomo che mi deve portare al lavoro. È brutto, i suoi denti sono consumati dal fumo delle sigarette, gli occhi sono piccoli e color nocciola avvolti da tante piccole rughette.

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mito origine terremotoUn giorno Zeus, volgendo lo sguardo verso la terra, si accorse che gli uomini stavano costruendo qualcosa, ma non riusciva a capire cosa, così convocò il figlio Ares e gli chiese : “Ares , che cosa stanno facendo gli uomini?” Ares rispose: “Stanno costruendo delle torri altissime per cercare di mettersi in contatto con gli dei. Sono incuriositi dal nostro mondo e vogliono raggiungerci”.

Allora Zeus gli ordinò di andare dal sacerdote degli dei, l’intermediario tra divinità e uomini,  affinché intimasse agli uomini di distruggere le torri, perché non è consentito a nessuno degli uomini arrivare fino alle cime dell’Olimpo. Il sacerdote obbedì, richiamò tutti gli uomini e disse: “Per ordine di Zeus voi dovrete distruggere immediatamente le vostre torri, perché non vi è permesso entrare nel mondo degli dei; voi dovete mantenere le distanze da loro, poiché sono al di sopra di tutti”.

Gli uomini si riunirono in assemblea e discussero di questo, concludendo che non era giusto che gli dei creassero una tale separazione; così non obbedirono al sacerdote e continuarono a costruire le torri sempre più in alto. Allora Zeus, infuriato più che mai, fece tremare la terra.

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sanremoIl 69° Festival di Sanremo si è svolto al Teatro Ariston dal 5 al 9 Febbraio 2019 ed ha visto, per il secondo anno consecutivo, Claudio Baglioni in veste di presentatore e direttore artistico, affiancato nella conduzione dai comici Claudio Bisio e Virginia Raffaele. Fin dalla prima edizione, ogni anno, in questa manifestazione, arrivano puntuali proteste e lamentele.

Quest’anno al centro delle polemiche c’è stato il metodo di voto che ha decretato la vittoria di Mahmood. Il secondo classificato, il cantautore Ultimo, ha attaccato i giornalisti in quanto poco prima che venisse decretato il vincitore sapeva di avere il 46,5% dei voti del televoto; questo giudizio è stato poi ribaltato dagli otto giudici facenti parte della Giuria d’onore e dai trenta giornalisti.

A Ultimo questa è sembrata una grande ingiustizia, in conferenza stampa si è presentato molto alterato. Quando ha fatto i complimenti al vincitore lo ha chiamato “ragazzo” e non col suo nome, beccandosi ancora una volta le critiche dei giornalisti.

Ho ascoltato il messaggio che Ultimo ha registrato sulle storie di Instagram e devo dire che lo capisco, non riesco a dargli torto.

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foibe

 La storia insegna quanto le voci, ora spente, di tante persone, servano a non far rimanere indifferente la società odierna sul valore incolmabile della vita e quindi sul modo in cui può risultare devastante, psicologicamente e fisicamente, un genocidio.

Quello delle foibe è legato alla storia degli italiani, abitanti di Istria, Fiume e Dalmazia; di coloro che, stremati da atroci sofferenze e lunghe astinenze, aspettavano la morte in queste grandi fosse da cui prende il nome questo genocidio dovuto ad un esagerato modo di reagire degli slavi all’ex periodo fascista.

Questo accaduto lascerà per sempre la sua impronta nella storia del comunismo e di tutti coloro che hanno preferito essere “fedeli” al maresciallo Tito.

Marianna Latino

 

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peppino impastatoRagazzi, oggi a scuola abbiamo parlato di una persona molto importante che tanto tempo fa ha avuto il coraggio di creare una radio (RADIO OUT) dove prendeva in giro i mafiosi tra cui un boss (GAETANO BADALAMENTI). Questa persona era GIUSEPPE (PEPPINO) IMPASTATO.

Chi è Peppino Impastato?

Giuseppe (Peppino) Impastato nacque a Cinisi (Palermo) il 5 gennaio 1948 da Felicia Bartolotta e Luigi Impastato. La sua famiglia faceva parte del sistema mafioso locale, sistema che Peppino cercherà di rovinare nell’arco di tutta la sua breve vita. Il padre e lo zio di Peppino, quando era piccolo gli dicevano spesso che sarebbe diventato come loro e per questo Peppino era molto felice. Lo zio (cognato del padre) morì nella sua macchina imbottita di tritolo  in un attentato. Poco dopo morì anche il padre investito da una macchina sempre a causa di un attentato. Peppino, ancora ragazzo, realizzò presto la vera natura della sua famiglia e il suo atteggiamento contro la mafia lo fece spesso scontrare con il padre, fino all’inevitabile allontanamento da casa. Nel 1965 fondò L’idea Socialista, un giornale di denuncia che dopo verrà sequestrato perché  ritenuto scomodo per qualche personaggio influente.

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io e i miei animaliIo mi ritengo molto fortunata: fin da piccola ho avuto diversi animali: cani, gatti, tartarughe e pesci; quando poi ci siamo trasferiti in campagna, lì ho scoperto che quello era il mio “habitat naturale”. Sono divenuta un’appassionata di animali, specialmente gatti e cani. Di gatti ne ho avuti a bizzeffe: Kitty, Giulietta, Romeo, Campanellino, Piterone, Fortunato, Milù, Tuono, Blacky, Nuvola, Wolly e tanti altri , pesci, un coniglio, un pappagallo e Carletto, il mio rospetto.

Un giorno, i miei zii mi hanno fatto la sorpresa più bella al mondo: mi hanno regalato “Trilli”,  la cagnetta che avevo sempre desiderato. Mia zia lavorava in un supermercato, un giorno vi entrò una cagnetta tutta bianca: era molto piccola, poteva avere tre o quattro mesi. Lei decise di tenersela; i primi giorni le dava da mangiare gli scarti dei salumi. Tutti i pomeriggi mia zia mi veniva a trovare in campagna, quando un giorno mi ha portato una grande scatola, lì dentro c’era il mio sogno, con un grande fiocco rosso: “Trilli”.

Da quel momento è iniziata la fase più bella della mia vita: un cane tutto mio, che potevo accudire e da cui ricevevo coccole e tenerezze continue.

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il delfinoUna bella domenica di luglio, io e la mia famiglia decidiamo di andare a fare una gita in barca; era la prima volta che andavo in barca ed ero molto emozionato ed anche incuriosito: guardavo tutto intorno con gli occhi ben aperti, alla scoperta di quel mondo fino a quel momento per me inesplorato.  Ad un tratto, vedo spuntare dall’acqua un delfino. Emozionato per quella visione, mi chino sulla superficie dell’acqua  e il delfino si avvicina e viene a strofinare il muso sulla mia mano. Ovviamente resto incantato da quell’animale dolce e allegro nello stesso tempo e che non ha paura del contatto con l’essere umano. Lui è grande, ad occhio e croce un paio di metri, e dal colore grigio azzurro sul dorso e quasi bianco sul ventre. Ha un mantello liscio e viscido tanto che,  accarezzandolo, quasi quasi mi scivola la mano. Toccandolo, all’inizio provo un po’ di timore,  perché non so quale possa essere la sua reazione, ma quando vedo che è docile e giocherellone, mi sono lasciato andare e gli ho fatto tante carezze. Ripensando a distanza di tempo a quell’esperienza meravigliosa, sono ancora vive in me tutte le belle sensazioni che ho provato: accarezzarlo mi ha donato tanta gioia,  soprattutto quando il suo lungo muso arrotondato si muoveva velocemente fra le mie mani facendomi solletico.

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