Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

20181104 114434Siamo qui, oggi, per onorare, anche con la nostra presenza, la giornata del 4 Novembre, in cui si celebra il giorno dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. Il 4 novembre 1918 terminava la Prima guerra mondiale, dopo 3 anni, il 4 novembre 1921, tutta l'Italia si stringeva attorno al Milite Ignoto, un soldato senza nome. Egli simboleggia tutte quelle migliaia di giovani, alcuni poco piu' grandi di noi, che caddero combattendo per la vittoria e la grandezza della Patria. Per questo, oggi commemoriamo i nostri caduti in guerra. Per noi la guerra appartiene ai libri di scuola o alle cronache televisive. Presi dal nostro vivere quotidiano, rimaniamo insensibili se in alcune parti del mondo dei ragazzi della nostra eta' imbracciano il mitra e diventano strumenti di morte. Magari, per alcuni di noi, la guerra diventa persino un gioco per computer. 

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

giustizie ingiustizieA chi non è mai successo di sentirsi penalizzato in una qualsiasi situazione, o maltrattato, o solo trattato ingiustamente? Si suole dire che la giustizia, che dovrebbe essere imparziale, non sempre lo è, poiché è soggetta, spesso, alla soggettività di chi giudica e che è difficile applicarla in modo oggettivo ed equo. A me è capitato ogni tanto di sentirmi trattata ingiustamente: a volte a scuola, quando viene rimproverata  tutta la classe per qualcosa che aveva commesso un solo compagno, e a volte becchiamo tutti una punizione immeritata, ma con una sorellina più piccola di me, mi capita spesso di essere il capro espiatorio dei miei genitori, che non riescono a sgridare la loro bambina…A volte, però, ammetto che anch’io commetto degli sbagli. Come quella volta in cui mia madre era andata a fare la spesa e io e mia sorella eravamo rimaste da sole in casa. Mentre io stavo in cucina a fare i compiti, mia sorella è andata in bagno e ha preso i trucchi della mamma. Senza dirmi niente, ha iniziato a truccarsi e a truccare le bambole. Pensando che stesse giocando in cameretta, ho continuato a studiare.

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

4 novembre rivistaSono passati cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale e le società da allora si sono trasformate in un modo del tutto inaspettato. Per arrivare a quello che è il mondo come lo conosciamo oggi, ci è voluto moltissimo tempo e, pian piano, quest’ultimo è servito per farci migliorare ed imparare dai nostri errori. La storia serve proprio a questo, conoscendola dovremmo evitare di sbagliare e soprattutto capire che le guerre non servono, sono un inutile spargimento di sangue, mettono gli uomini uno contro l’altro, causando morti, devastazioni, barbarie. Questo l’ho capito studiando la Prima Guerra Mondiale, o Grande Guerra. Nata come un conflitto su scala limitata, sarebbe mutata, da lì a poco, per diventare uno scontro a livello mondiale che avrebbe visto schierati sul campo tantissimi stati, dai più piccoli ai più potenti.

Valutazione attuale: 3 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella inattivaStella inattiva

giardino finzi continiIl giardino dei Finzi-Contini è la testimonianza di quello che succede in Italia e, precisamente a Ferrara, durante gli anni ’30, tra i tempi cupi del fascismo, la promulgazione delle leggi razziali del 1938 e gli inizi della Seconda guerra mondiale. E’ il romanzo più celebre di Giorgio Bassani che, visitando le tombe etrusche di Cerveteri, ricorda la tomba della famiglia dei Finzi-Contini, nel cimitero di Ferrara. Tomba che Bassani già descrive nel prologo per anticipare da subito il destino di quella famiglia: “Uno solo fra tutti i Finzi-Contini, che avevo conosciuto ed amato io, l’avesse poi ottenuto questo riposo. Infatti, non vi è stato sepolto che Alberto, il figlio maggiore, morto nel 1942 di un linfogranuloma, mentre Micol, la figlia secondogenita, il padre Ermanno e la madre signora Olga, deportati tutti in Germania nell’autunno del’43, chissà se hanno trovato una sepoltura qualsiasi.” In questo romanzo Bassani ricorda con il cuore una discreta storia d’amore chiusa tra i confini di un giardino, il giardino della famiglia dell’alta borghesia dei Finzi-Contini. 

Valutazione attuale: 3 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella inattivaStella inattiva

senatrice segre“E’ il 12 ottobre 1938 e a Milano la scuola “Ruffini” apre i cancelli, ma non per me. Per me come alunna di razza ebraica i cancelli rimangono chiusi […]”. “Mi aspettavo un abbraccio e di sentirmi dire che mancavo a lei, alla classe […]. Ma niente di tutto questo, solo: “Non le ho fatte io le leggi razziali”. Queste furono le parole della mia maestra venuta a trovarmi a casa, dietro insistenza di mio padre, del mio amato e bellissimo padre” (tratto da un’intervista a Liliana Segre). La senatrice Segre, vittima con la sua famiglia delle leggi razziali fasciste, deportata ad Auschwitz, sopravvissuta e testimone della Shoah. Nell’intervista rivive la sua storia: dall’infanzia serena con il padre (la madre è mancata appena dopo la sua nascita) fino a quando le leggi razziali non distruggono la sua serenità, dal tentativo di fuga in Svizzera all’arresto, dalla prigionia a San Vittore all’arrivo ad Auschwitz. Sempre con l’amato padre fino a che ad  Auschwitz le SS, uomini di qua e donne di là, non li separeranno. Non lo vedrà mai più ma il suo ricordo l’accompagnerà per tutta la vita.

Valutazione attuale: 4 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella inattiva

corriere della sera leggi razzialiIl mondo è composto da uomini, e gli uomini, essendo tali, sbagliano, sono indifferenti, violenti, impassibili, senza scrupoli e senza cuore, spesso anche contro se stessi. Questo è il caso di Benito Mussolini, il protagonista italiano della Seconda guerra mondiale, che formulò vergognose leggi contro i propri cittadini ebrei, discriminandoli, umiliandoli e trattandoli addirittura come oggetti. Un atteggiamento insensato, perché non ci sono differenze tra gli ebrei e gli “ariani”, tra i “bianchi” e i “neri”, tra i poveri e i ricchi: siamo tutti uomini su uno stesso pianeta, tutti cittadini in un unico mondo. Come ritenuto anche da alcuni studiosi, un ebreo ex perseguitato afferma che Mussolini fu costretto ad adottare le leggi antiebraiche dalla Germania, ma nulla può giustificare il tentativo di emarginare una popolazione. Studi più accurati sostengono che fu lui a volerle: si sono così aperti dibattiti ancora irrisolti, perché per poter capire bisognerebbe immedesimarsi in lui (Mussolini), nel pensiero di un uomo che la nostra Costituzione bandisce.

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva

il mio diario scolasticoCaro diario,

ogni giorno lo stesso supplizio. Finisco di mangiare e apro il diario, con il suo carico di compiti, tutti precisi, le pagine scandite una per una, le lezioni nuove, la ripetizione, i compiti di francese fino a venti giorni dopo. Lo guardo immobile, un po’ arrabbiato; ho ancora negli occhi il sole che è fuori e la mia bicicletta sgangherata parcheggiata nel giardino. Mi sento un leone in gabbia. Giro e rigiro le pagine, guardo l’orologio, non posso cominciare i compiti, mancano ancora pochi minuti. Poi arrivano le 15:30, l’ora fatale. Devo fare sul serio. Coraggio! Non so perché, ma mi viene sempre di andare in bagno. Ecco, ora si comincia.

Valutazione attuale: 4 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella inattiva

primo giorno scuola mediaFinalmente è cominciata la scuola secondaria. La sera prima ero agitatissima, perché non mi sembrava vero, avevo già preparato tutto da una settimana: diario, astuccio, quaderni…ma forse io non ero pronta! Quella mattina tremavo ed ero davvero ansiosa. Appena attraversato il cancello c’era molta confusione e ho ritrovato per fortuna miei compagni. Noi di prima media siamo entrati direttamente nell’aula Magna e ci siamo seduti. Davanti a noi c’era la professoressa Spagna che ha iniziato a fare un discorso molto incoraggiante e siamo stati accolti con applausi. 

Valutazione attuale: 0 / 5

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva

buon anno scolastico17 Settembre 2018, primo giorno di un nuovo anno scolastico. Forse non ci crederete, ma anche per noi docenti, nonostante anni di lavoro e di esperienza, il primo giorno di scuola è un giorno emozionante. La ragione di questo sta nella consapevolezza dell’importanza e della difficoltà del nostro lavoro. Il nostro obiettivo primario è quello di riuscire a conquistare l’attenzione e la stima dei nostri ragazzi; questo accade se riusciamo ad essere “interessanti”, vale a dire se riusciamo a dare ad ognuno di loro una buona preparazione, comunicando il senso profondo dello studio. 

©2018 Medea Informatica s.r.l.. All Rights Reserved.

Search